CSEN Abruzzo

Correre a piede libero

Sto ricevendo pi√Ļ di qualche telefonata per una notizia che sui siti che dicono di voler unire il mondo del podismo sotto la luce brillante e amorevole di mamma Fidal (corrilabruzzo.it ¬†e fidalabruzzo.org ) chiss√† perch√® manca. Come mai questo silenzio?

Forse non sentono il bisogno di dirlo, o forse stride con l'immagine che il gruppo vorrebbe darsi, per cui la notizia va taciuta. Un amico presidente di società Fidal me la ha confermata, anzi mi ha mandato la foto del documento  a firma Fidal.

Nel 2014 in Abruzzo sarà severamente vietato agli atleti Fidal correre in gare non-Fidal. Il regolamento nazionale  lo vieta (a pagina 1, punto 1.9), e secondo Fidal non saranno nemmeno assicurati. Se si fanno male sono fatti loro. E saranno anche squalificati (per WeRunLanciano, del 31 dicembre scorso ricevemmo ripetute e sgradevoli pressioni al riguardo, da gente che alla fine è anche venuta a correre, evviva la coerenza).

Quanto c'è di vero in questo? (continua-leggi-tutto)

Il comunicato mi sembra autentico, non è su carta intestata, non è firmato in via ufficiale, (e dato che i nomi sono gli unici dati personali li ho rimossi dalla foto a tutela della loro privacy), ma lo stile mi è familiare, poi era insieme agli inviti al gran galà Fidal/Corrilabruzzo ex-Saucony. Non mi esprimo, di sicuro non sembra essere una comunicazione riservata o confidenziale. Se mi chiederanno di rimuoverla lo farò.

Personalmente mi sembra anche scritto male, perchè il tesseramento con l'EPS impedisce la squalifica e vale come assicurazione (per quell'EPS). Ma non discuto.

Quanto sia importante una squalifica per la maggior parte degli atleti Fidal è ben rappresentato da un commento Facebook dell'amico Podista Gare Rurali , atleta Fidal da meno di 4'/Km. Magari potrebbero minacciare di togliergli i punti Corrilabruzzo (Fidal). Poco male, tanto di Corrilabruzzo (UISP) ce n'è un altro che li attenderà a braccia aperte.

Intimidazioni di questo tipo nei confronti di atleti, organizzatori e addirittura sindaci, le ricordo da diversi anni, ne ho una intera collezione. Anche da altre regioni. La posizione di Fidal in molte regioni è chiara, se una gara non è Fidal è meglio se non si fa. UISP a parte un breve periodo di tregua interessata in cui si maritò con la Coppa Abruzzo, non la ha mai condivisa. State tranquilli che CSEN non la condivide. E' una guerra continua in tutta Italia, l'ultimo scontro è riportato qui su podisti.net .

La Fidal Catania sostiene  che un atleta squalificato da Fidal è da intendersi squalificato anche per un EPS, e che se noi EPS non applichiamo la sanzione siamo passibili di non si sa cosa. Ma non è vero, la norma non è Fidal, vale solo per l'antidoping e riguarda qualsiasi sport. E Fidal lo sa, (Vademecum Fidal ,  articolo 24, pag 16). Le sanzioni "disciplinari" sono valide solo in casa di chi le emette. Certo che sembrano avere la squalifica un po facile, basta non mettere la divisa sociale, o usare un lettore MP3. 

Il regolamento Fidal è chiaro. Gli atleti non sono assicurati e non devono correre perchè è pericoloso, poi se il percorso è lo stesso, ma si paga la tassa , tutto può cambiare. E' legittimo? Ho qualche dubbio.

La questione assicurativa √® regolata da una legge dello stato , che vale un pochino di pi√Ļ di un regolamento, e che dice che nello sport dilettantistico un atleta tesserato, da chiunque sia tesserato, deve essere coperto obbligatoriamente da una assicurazione annuale, non giornaliera, che lo copra anche in allenamento.¬†

L'articolo 3 è molto chiaro e dice "L'assicurazione opera senza limiti di età e per il mondo intero, a condizione che le attività di cui al comma 1 siano svolte nelle occasioni e circostanze previste dai regolamenti sportivi e dai calendari o da accordi dei soggetti obbligati, purché definiti in data certa antecedente all'evento che ha generato l'infortunio".

Premesso che "per il mondo intero" vorrebbe dire anche all'estero, e non ho mai sentito di gare Fidal all'estero, si parla anche di "circostanze previste dai regolamenti sportivi, calendari, accordi dei soggetti obbligati". Una gara Fidal all'estero suppongo possa essere in convenzione con IAAF. Ma esiste una convenzione  (un accordo) anche in Italia, tra gli enti di promozione e Fidal, che dice che gli atleti di EPS possono partecipare a gare Fidal e viceversa, (a pagina 9, punto 4).

O meglio non dice esattamente così, leggendo il punto 4.5, ma l'ufficio regolamenti Fidal ha chiarito che il senso della convenzione è da intendersi "reciproco". Quello che vale per uno, vale per l'altro. C'è anche una intervista  che chiarisce questo punto.

A mio avviso, se questo è vero, l'atleta deve essere assicurato, se non lo fosse non è lui a violare la legge ma chi lo tessera. Infatti è assicurato. La convenzione assicurativa Fidal per il 2013  lo dice chiaramente (a pagina 3, articolo 2). Gli atleti Fidal sono regolarmente assicurati nelle gare svolte in convenzione con gli EPS. Sul regolamento è scritto il contrario, ma un obbligo di legge prevale su un regolamento, infatti la polizza lo prevede, e fa bene, anche perchè il regolamento cita una legge sbagliata, quella giusta è del 2010, ma si trascinava in parlamento da anni.

Si potrebbe dire che questo non è vero e che io scrivo sotto l'effetto di allucinogeni, ma il documento è sul sito Fidal Nazionale. Se fosse vera l'interpretazione integralista secondo cui non sono assicurati, sarebbe altrettanto vero, penso, che i tesserati di un EPS non sarebbero assicurati se corrono in una gara Fidal (se non è omologata anche dal proprio ente).

Questo sarebbe il modo di preoccuparsi della salute degli atleti? Questo si intendeva per "unire il podismo"? Sono senza parole (adesso si dice "basito").

A questo doveva servire il circuito unico? Ad imporre la legge del pi√Ļ prepotente?

Per fortuna ci sono novità interessanti in arrivo, non necessariamente da me.

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